Autore: frignano

Natale alle porte. Atteso il crollo dei consumi.

Immagine Postato il

Natale alle porte. Atteso il crollo dei consumi.

Quest’anno la spesa della famiglie per i regali di Natale subirà un nuovo crollo, diminuendo dell’11,2%. E’ quanto prevede l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori. L’esborso medio sarà così pari ad ”appena 132 euro” a famiglia, ancora più ristretto a confronto con lo scorso anno (148 euro). ”I primi risultati rivelano una situazione sconfortante: mai come quest’anno i consumi saranno ‘sotto zero”’, evidenziano Federconsumatori e Adusbef in una nota. Secondo i consumatori i cali maggiori interesseranno mobili-arredamento (-31%), abbigliamento-calzature (-12%), turismo (-16%) e profumeria (-6%). Sempre in ribasso ma con flessioni più lievi, almeno sotto Natale, le spese per i giocattoli (-2%) e quelle per gli alimentari (-1% ). L’unica eccezione è rappresentata dall’editoria (+0,5%). ”Per contrastare questa pericolosa tendenza è fondamentale stimolare una ripresa della domanda di mercato, attraverso un’immediata anticipazione dei saldi, come avviene in altri Paesi, ed una detassazione delle tredicesime”, suggeriscono Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ed Elio Lannutti, a capo dell’Adusbef.

La Sardegna piange i morti delle alluvioni

Postato il

Con l’arrivo delle sei bare, due bianche, del piccolo Enrico di 3 anni e di Morgana di 2, hanno avuto inizio i funerali al Geopalace di Olbia. La bara di Francesco Mazzoccu, il papà travolto dalle acqua del ciclone Cleopatra, viene portata a braccio dai suoi compagni di kick-boxing. Centinaia le persone arrivate per rendere omaggio alle salme, in un’atmosfera di grande commozione.

Ai funerali partecipa anche il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge in rappresentanza del governo.

“La mano dell’uomo non è estranea a questa catastrofe. Bisogna imparare a rispettare il creato, le sue leggi e i suoi ritmi. Far tesoro della storia che gli eventi ci stanno consegnando”: lo ha detto il vescovo di Tempio Ampurias, mons. Giovanni Sanguineti, durante l’omelia.

”Il territorio e’ in ginocchio, tante, troppe famiglie piangono i loro morti. Riprendiamoci il nostro futuro. Rimbocchiamoci le maniche. Basta con le divisioni”, ha detto Sanguineti. “Aiutiamoci reciprocamente a rialzarci e a ricostruire il nostro futuro. Ripartiamo insieme, senza lasciare solo nessuno. Con carità, solidarietà, in modo equilibrato”:  ha aggiunto. Parlando delle morti dei piccoli Enrico e Morgana, le ha indicate come “il frutto più amaro e cocente” del disastro che si è abbattuto sulla Sardegna.

A rischio potabilità acqua – Venti depuratori devastati e sei potabilizzatori fuori uso in tutta l’isola. Sono gli effetti del ciclone Cleopatra che rischiano di trasformarsi in un’immensa catastrofe ambientale. Lo denuncia Abbanoa, gestore unico del servizio idrico integrato in Sardegna

Prosegue senza sosta, a Olbia, il lavoro dei soccorritori, nel tentativo di restituire fiducia alla popolazione. Si aiuta la gente a sgomberare le case ed a svuotare le cantine. In tutto sono 150 i volontari attivi in città, mentre i giovani delle scuole si sono disseminati in giro tra le zone più colpite, per portare il loro aiuto. Inoltre è stato individuato un centro di stoccaggio per il deposito del mobilio e degli elettrodomestici messi fuori uso dagli allagamenti, che sono stati riversati in strada, ed è stato attivato un servizio di rimozione dei cumuli, con l’intento di cercare di tornare al più presto possibile alla normalità.

Lentamente le persone sfollate a causa della violenta ondata di maltempo che ha investito la Sardegna, provocando 16 morti, stanno rientrando a casa. La conferma arriva dai dati aggiornati della Protezione Civile regionale. In particolare 1.182 persone che sono state costrette a lasciare l’abitazione sono ora “autonome” e hanno chiesto ospitalità ad amici e parenti. A Olbia attualmente sono ancora assistite 131 persone, 40 a Uras, 60 a Solarussa, 25 a Terralba, mentre altre due persone sfollate a Torpè si trovano ora in una residenza sanitaria assistenziale. In totale attualmente gli sfollati sono 1.440.

E’ trascorsa senza particolari problemi la notte nelle zone colpite dall’alluvione. Le squadre dei vigili del fuoco, i militari del Genio e gli altri soccorritori hanno lavorato per tutta la notte, soprattutto alla periferia di Olbia e nelle zone del Nuorese e della provincia di Oristano, più colpite dal maltempo, per prosciugare l’acqua annidatasi in scantinati, garage e sottopassi. A Olbia i vigili del fuoco hanno messo in salvo un’anziana rimasta bloccata nella propria abitazione a Putzolu, che necessitava di assistenza ospedaliera. Ancora nessuna traccia, invece, dell’agricoltore di Bitti, che risulta da ieri scomparso a Onanì. A Olbia, invece, prosegue l’assistenza alla popolazione che ha avuto le case danneggiate dall’alluvione: complessivamente sono circa 120 le persone assistite dal sistema di Protezione civile nel capoluogo della Gallura, mentre un centinaio nella provincia di Nuoro.

E Franco Gabrielli, capo della protezione civile,  torna sul presunto mancato preavviso riguardo all’alluvione in Sardegna: “Basta – dice -con le polemiche pretestuose.  La Protezione civile ha diffuso l’allerta meteo 12 ore prima delle precipitazioni e lo ha trasmesso alle prefetture e alla regione, che a sua volta deve allertare i comuni. Chiedete a questi enti cosa hanno fatto”.

Intanto sono previste ancora piogge nei prossimi giorni in Sardegna. Secondo le previsioni del Centro Epson Meteo (meteo.it), domani ‘precipitazioni diffuse’ interesseranno la regione, mentre venerdì è previsto il ‘rischio di rovesci e temporali’ e cadrà la neve anche sui monti della regione oltre gli 8-900 metri. Sabato le condizioni meteo dovrebbero migliorare, mentre domenica si avrà ancora qualche pioggia, in particolare sui settori medio-orientali.

Ultimo dato P.Civile, 1.749 sfollati – È stato aggiornato dalla Protezione civile regionale il bilancio degli sfollati per l’alluvione. Parte delle persone che avevano lasciato le case non erano state ancora registrate e, di conseguenza, il numero inizialmente sceso a 1.352 è nuovamente cresciuto raggiungendo quota 1.749. Di questi 1.479 hanno trovato rifugio nelle abitazioni di amici e parenti, mentre gli altri sono ospitati in scuole, parrocchie o in altri edifici comunali di Olbia, Torpè, Uras, Solarussa, Terralba e San Gavino. Sul fronte degli interventi nelle zone colpite dal maltempo, oggi pomeriggio alle 16 è previsto un sopralluogo di Ente foreste, Vigili del fuoco e Consorzio di bonifica alla diga di Maccheronis a Torpè, già sotto controllo da lunedì. In diversi Comuni del nuorese la Protezione civile sta distribuendo acqua potabile. A Olbia è previsto l’arrivo di altri 50 volontari inviati dal Dipartimento nazionale su richiesta della Regione. Nella città gallurese arriverà anche una colonna mobile del Corpo Forestale che è in corso di trasferimento.

Cri, circa 2.300 gli sfollati – Continua l’attività della Croce Rossa per assistere la popolazione colpita dall’eccezionale ondata di maltempo in Sardegna. Circa 2.300, secondo l’organizzazione, gli sfollati e una settantina i volontari coinvolti. La Cri ha allestito tre centri di accoglienza per gli evacuati: due in provincia di Oristano, a Uras e a Solarussa, e uno a Olbia, gestito in collaborazione con altre associazioni. A Nuoro, Sassari, Bose e Cagliari sono stati creati 4 punti di raccolta viveri, coperte e vestiti. Le province di Olbia e Nuoro sono state le più colpite dall’alluvione, soprattutto i centri di Olbia, Palau, Bosa, Oristano, Terralba, Nuoro, Tropé, Solarussa. A Olbia la Croce Rossa è impegnata a tutto campo nell’azione sanitaria con il 118 per il trasporto degli infermi agli ospedali. Attualmente, l’attività dei volontari è concentrata principalmente nel supporto alle famiglie evacuate e nella distribuzione di cibo e coperte.  

Nuovi scontri fra No Tav e forze dell’ordine

Immagine Postato il

Nuovi scontri fra No Tav e forze dell'ordine

I manifestanti, che volevano partire in corteo, sono stati caricati dalle forze dell’ordine. la carica è avvenuta a via dei Giubbonari dove gli antagonisti hanno tentato di forzare il cordone dei poliziotti. Alcuni manifestanti, la maggior parte a volto coperto e con i caschi, ha cercato ripetutamente di forzare il “blocco” per far partire il corteo ma sono stati respinti. Sono stati lanciati petardi, bombe carta e bottiglie. Alcuni dei manifestanti lamentano di “essere stati feriti”.

Barricate per proteggere piazza Campo de’ Fiori ed impedire ai poliziotti di entrare. Le hanno erette i No Tav utilizzando pesanti fioriere di ghisa. “Qui la polizia non entra”, dicono i manifestanti che sono stati fatti arretrare dalle forze dell’ordine e che al momento pare abbiano desistito dal tentativo di dare vita ad un corteo.

Tensioni davanti alla sede nazionale del Pd a Roma, con lancio di diversi petardi, tra polizia e i movimenti antagonisti, che hanno tentato di entrare nella sede, protestando contro il voto a favore della fiducia per il ministro Cancellieri. Circa 80 attivisti dei movimenti antagonisti hanno cercato di forzare un cordone delle forze dell’ordine in piazza delle Fratte, le quali hanno reagito con una carica di alleggerimento per disperderli. La situazione è poi tornata alla calma. La stretta via di S.Andrea delle Fratte, dove c’è la sede del Pd, è stata bloccata dai carabinieri nel momento del passaggio del corteo No Tav nelle vicinanze. Da un lato un blocco di carabinieri in tenuta antisommossa, all’altro capo della strada una camionetta per impedire il passaggio. Dai manifestanti sono stati lanciati petardi e fumogeni nei pressi dei carabinieri che stavano bloccando la strada. Tutti i portoni della sede del partito sono stati chiusi e attualmente una camionetta con un piccolo nucleo di carabinieri in assetto antisommossa blocca la strada dal lato di Largo del Nazareno.

Consigli per la lettura: “Storia dell’inquisizione in Italia”.

Immagine Postato il

Una nuova storia dell’Inquisizione in Italia dall’istituzione del Sant’Uffizio nel 1542 per opera di papa Paolo III alla fine del XVIII secolo. Le procedure, le vittime, i processi più significativi, il fenomeno della censura e il confronto con l’Inquisizione spagnola vengono ripercorsi in questo libro – che non ha mancato di suscitare accesi dibattiti in Italia e all’estero – con particolare attenzione all’ingombrante sistema di comando. Partendo da alcuni casi emblematici, Christopher Black racconta in modo vivace e coinvolgente quale sia stato il ruolo che questa famosa – per alcuni famigerata – istituzione ha svolto nella vita religiosa e sociale italiana, sfatando alcuni pregiudizi legati alla “leggenda nera” che ancora circonfonde l’immagine vulgata dell’Inquisizione.

Il Comune di Napoli chiede all’Espersso risarcimento per copertina diffamatoria

Immagine Postato il

Il Comune di Napoli chiede all'Espersso risarcimento per copertina diffamatoria

Il Comune di Napoli chiede un milione di euro all’Espresso, per la copertina “Bevi Napoli e poi muori”, di questa settimana.
L’indagine dell’Espresso partiva da una ordinanza della Us Navy che vieta ai militari NATO di usare l’acqua Campana per cucinare e lavarsi i denti.
Il maxi risarcimento per l’immagine con la scritta ‘Bevi Napoli e poi muori”. Duro il sindaco de Magistris: “E’ vergognosa. La nostra acqua è la più controllata d’Italia”

Berlusconi – Alfano: “il giorno del giudizio”

Immagine Postato il Aggiornato il

Dopo un lungo braccio di ferro tra falchi e colombe, lo strappo nel Pdl si è consumato venerdì alla vigilia del Consiglio nazionale al palazzo dei Congressi dell’Eur, che sancirà il ritorno a Forza Italia.
”Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia”, ha detto Angelino Alfano, venerdì nel corso della riunione dei governativi del Pdl annunciando la scissione e la nascita di gruppi autonomi che si chiameranno ‘Nuovo centrodestra’.

Tra le prime conseguenze della scissione sono arrivate le dimissioni del presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani e del vicepresidente Giuseppe Esposito. ”Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato – ha chiarito Schifani -, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni”.

Consigli per la lettura. L’Inattesa piega degli eventi. E se Mussolini fosse restato al potere fino al 1960?

Immagine Postato il

Consigli per la lettura. L'Inattesa piega degli eventi. E se Mussolini fosse restato al potere fino al 1960?

L’inattesa piega degli eventi è un libro del 2008 scritto da Enrico Brizzi e pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Baldini Castoldi Dalai.
Il romanzo è un esempio di ucronia in cui si immagina che l’Italia fascista non si sia schierata al fianco della Germania nella Seconda guerra mondiale. Al momento in cui è ambientato il romanzo (1960), Benito Mussolini, vecchio e in fin di vita, è ancora il capo dello stato e l’Italia è una Repubblica che governa anche sulle cosiddette “Repubbliche Associate” (Libia, Albania, Corsica, Malta, Egeo e Africa Orientale)
Il racconto del protagonista è intervallato da alcuni intermezzi che, sotto forma di articoli di giornale, estratti da libri di storia o lanci di agenzia, permettono al lettore di capire l’evoluzione immaginaria della Storia dal 1930 al momento in cui avvengono le vicende del romanzo.
Lorenzo Pellegrini, giornalista bolognese del quotidiano sportivo “Stadio”, viene inviato, per una sorta di “punizione”, a seguire le fasi finali del campionato di calcio della Repubblica Associata dell’Africa Orientale, la cosiddetta Serie Africa, cui partecipano squadre etiopi, somale e eritree. Il campionato è in bilico a poche giornate dalla fine e la squadra che lo vincerà potrà volare a Roma per partecipare al “Torneo delle Sette Repubbliche”.
Nel percorso che lo porterà prima all’Asmara, sede del suo primo servizio, poi a Addis Abeba, sede del big match per l’assegnazione del titolo, e infine a Roma, dove accompagnerà la squadra vincitrice della Serie Africa, la storia si dipana in modo inaspettato per Lorenzo, che credeva di dover fare una semplice cronaca calcistica, e invece si trova anche coinvolto nelle vicende umane e politiche dei giocatori, dei dirigenti delle squadre e della popolazione locale. Si trova infatti a testimoniare la rivalità tra squadre composte da “soli giocatori bianchi”, favorite dal regime e i club interrazziali che sono sostenuti dalla stragrande maggioranza delle popolazioni locali.
Sarà per lui l’occasione di riflettere sulla situazione sociale e politica dell’Italia e delle sue colonie, nonché la possibilità di conoscere le storie dei calciatori locali, così diverse da quelle dei campioni della Serie A che intervistava quando si trovava in Italia. Al rientro in Italia poi si troverà di fronte alla realtà di un paese diviso nel momento in cui Mussolini, che ha governato l’Italia per quasi quarant’anni, è oramai sul punto di morire, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960.
La vicenda conosce un suo prequel con il romanzo La Nostra guerra, pubblicato da Enrico Brizzi nell’autunno del 2009, mentre nel 2012 l’autore ha annunciato di avere completato la sua “Epopea Fantastorica Italiana” presentando il terzo romanzo della serie, Lorenzo Pellegrini e le donne.
Enrico Brizzi 2008

La Cancellieri alle Camere:”non sollecitai scarcerazione della Ligresti!”

Immagine Postato il

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è in Senato per l’informativa sul caso Ligresti. “Non ho mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti e non ho mai indotto altri ad agire in tal senso”, ha detto il ministro nel suo intervento in Aula.

“La scarcerazione di Giulia Ligresti non è avvenuta a seguito o per effetto di una mia ingerenza, ma per indipendente decisione della magistratura torinese”, ha spiegato il Guardasigilli. “E’ vero non tutti i detenuti hanno possibilità di avere diretto contatto” con il ministro della giustizia e “nessuno più di me avverte questa disparità di condizioni”, ha aggiunto durante la sua audizione al Senato riferendosi ai suoi contatti con i familiari di Giulia Ligresti. “E’ difficile essere vicina a tutti”, ha aggiunto Cancellieri.

“Ogni vita che si spegne in detenzione è una sconfitta per lo Stato e per il sistema carcerario. Io ne sento il peso e per questo ho dedicato parte rilevante mio impegno al problema carcere”, ha spiegato Annamaria Cancellieri.

Il riciclaggio dietro le Slot al Bar

Postato il

Se il giro di affari ha numeri da terza in­dustria nazionale – 80 miliardi di fattu­rato, 4% del Pil nazionale, 8 miliardi di tasse –; se ci sono 400 mila slot-machine e 6.181 locali e agenzie autorizzate; se i gioca­tori abituali sono ormai 15 milioni, «allora mi consenta di affermare che, su milioni e mi­lioni di giocate, 283 operazioni sospette di ri­ciclaggio sono, come dire…, un po’ pochine». Mario Turla, della società Oasi Diagram del­l’Istituto centrale Banche popolari italiane, consulente per l’antiriciclaggio di primari i­stituti di credito e di molti enti locali, com­menta con un sorriso amaro il dato emerso dal Rapporto annuale dell’Unità di Infor­mazione finanziaria (Uif) di Banca d’Italia trasmesso al ministero dell’Economia, e che si riferisce, appunto, alle segnalazioni so­spette fornite dai gestori di giochi e scom­messe. Addirittura, que­ste segnalazioni erano soltanto 130 nel 2011.

 
In un Paese ancora for­temente penalizzato dal­la presenza asfissiante delle mafie e in un com­parto, quello dei giochi, dove, scrive Banca d’Ita­lia, «l’incremento dei tra­sferimenti finanziari av­venuto negli ultimi anni, eleva il rischio di infiltra­zione della criminalità organizzata nel com­parto », e dove studi e indagini «testimonia­no la connessione tra il riciclaggio e il com­parto del gaming», 283 segnalazioni «non possono essere lo specchio della realtà», af­ferma Turla. Per il quale «da alcune catego­rie, come quella delle case da gioco, ci si a­spetta di più». Ci si aspetta, per esempio, il pieno rispetto della legge 231 del 2007 che re­cepisce una direttiva europea sul riciclaggio in merito alla segnalazione di operazioni so­spette.
 
Ma il comparto dei giochi non è il solo dal quale aspettarsi una più incisiva lotta al ri­ciclaggio che, stando all’Unità di informa­zione finanziaria di Bankitalia, è sempre più preoccupante grazie anche alla «vulnerabi­lità del sistema di prevenzione». Tenendo conto di tutte le segnalazioni so­spette di riciclaggio in Italia nel primo tri­mestre 2013 (quindi non soltanto relative al gioco), operate anche da notai, istituti di cre­dito e da altri soggetti e agenzie preposti, si raggiunge il numero di 15.552 (in flessione del 5% rispetto al 2012).
 
Tutte le segnalazio­ni passano al vaglio di un complesso sistema informatico della Banca d’Italia. Quan­do Via Nazionale ravvisa rilievi di carattere fiscale, invia la segnalazione al nucleo spe­ciale di Polizia valutaria; in presenza, inve­ce, di sospetti legati alla criminalità organiz­zata, il fascicolo passa alla Dia. Ma torniamo alle giocate. «È possibile ope­rare una distinzione – scrivono gli analisti della Uif –, tra gli operatori che utilizzano la rete fisica e quelli che si servono delle reti on-line». Per i primi, lo studio di Bankitalia fa emergere schemi di comportamento mol­to interessanti: «Le fattispecie più rilevanti concernono in prevalenza diverse forme di simulazione di attività di gioco, finalizzate a conferire una provenienza lecita a somme in contanti di origine sconosciuta».
 
Vedia­mo come: «Si conferma la prassi di acqui­stare in contanti fiches delle quali si richie­de poi il cambio in assegni senza che sia sta­ta posta in essere alcuna attività di gioco». E ancora: «Un’ulteriore operatività si caratteriz­za per l’inserimento di denaro contante in slot a cui segue la richiesta di restituzione dell’importo caricato nonostante non sia rilevabile un’effettiva partecipazione al gioco». Un nutrito numero di se­gnalazioni concerne «la prassi del “chip dum­ping”, che consiste nel trasferimento di fiches dal “dumper” (per­dente) al “destinatario” (vincente), accorda­tisi in precedenza, in modo da perdere e vin­cere in maniera sistematica nell’attività di gioco che li vede contrapposti come avver­sari ». Molte le segnalazioni di ripetuti accre­diti, su conti intestati a persone fisiche, «di somme derivanti da vincite di gioco.
 
La fre­quenza e la sistematicità che caratterizza ta­li vincite conferma la vitalità di un mercato secondario degli scontrini vincenti, che i ri­ciclatori acquistano – a prezzo maggiorato – dagli effettivi vincitori al fine di occultare la reale provenienza del denaro». Per quanto concerne il gioco online, l’Uif e­videnzia l’utilizzo di carte di credito clonate o rubate, di documenti falsi, e il ricorso a «piattaforme informatiche gestite da società straniere non autorizzate» con sedi in na­zioni con regimi di fiscalità agevolata e col­legate a società di pagamento «opache». Ma anche nelle scommesse sportive si rilevano «schemi comportamentali» per riciclare de­naro. Volumi troppo alti, complessivamen­te, per soli 283 sospetti…

La Cancellieri come tutti: “non mi dimetto”!

Immagine Postato il

16 in Senato. Lo si apprende da fonti di Palazzo Madama.

‘Sono serenissima e tranquilla, pronta a rispondere a qualunque domanda. Il mio è stato un intervento umanitario, mosso da un detenuto che poteva morire. Se fosse morta cosa sarebbe accaduto?’. Lo ha detto il ministro della giustizia, intervistata dal Tg1, sul suo intervento riguardo alle condizioni di salute in carcere di Giulia Ligresti. ‘Non siamo tutti uguali davanti alla legge? Certo! Non ci sono detenuti di serie A e serie B. Dobbiamo lottare per migliorare il sistema carcerario, ma queste cose non aiutano” ha aggiunto.

“Lo rifarei, certo che lo rifarei”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri rispondendo ai giornalisti che le chiedevano se si fosse pentita della telefonata con la compagna di Salvatore Ligresti. “Io ho la responsabilità delle carceri e sono intervenuta con il Dap dicendo attenzione che Giulia Ligresti potrebbe compiere gesti inconsulti. State attenti”.

‘Se poi dovessi essere un peso io me ne andrei” ha aggiunto.

“Io non ho problemi né a spiegare né a non minimizzare” ha sottolineato il ministro.

“Se Giulia Ligresti si fosse uccisa io non sarei stata responsabile?”. E’ quanto si è chiesta davanti ai giornalisti il ministro della Giustizia parlando delle polemiche sul suo intervento presso il Dap a favore di Giulia Ligresti. “Io ho la responsabilità dei detenuti – ha ricordato il ministro – ho fatto oltre cento interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui i familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una e-mail”.

“Io ho la responsabilità dei detenuti, ho fatto oltre cento interventi per persone che ho incontrato nel corso di mie visite in carcere o i cui i familiari si sono rivolti a me anche solo tramite una e-mail” ha precisato.

”Io non sono mai entrata nella professione e nella professionalità di mio figlio, che nel suo lavoro è bravissimo” ha ancora detto Cancellieri. ”Chi lo ha detto… Giulia Ligresti…” ha poi aggiunto a chi la interpellava sui commenti alla professionalità del figlio. Infine, a proposito della buonuscita da lui presa da Fonsai, ha aggiunto ”se a lei facessero firmare un contratto che le dà diritto ad una buonuscita qualora dovesse andarsene, lei lo firmerebbe?” ha detto rivolgendosi a un giornalista.

Fonsai: P. Chigi, no zone ombra, ministro chiarirà – “Il governo ha voluto che il chiarimento in Parlamento avvenisse immediatamente perché non devono esserci zone d’ombra. Siamo sicuri che il ministro fugherà ogni dubbio”. Così Palazzo Chigi, in una nota, interviene sul caso Cancellieri.

PD chiede chiarezza – “Noi siamo i primi a non accettare facili strumentalizzazioni della vicenda ma, allo stesso modo, non ne consentiamo una sua minimizzazioni”: Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, replica al ministro Cancellieri insistendo sulla necessità di fare chiarezza. “Il passaggio alle Camere è necessario per tutelare le Istituzioni”, sottolinea.

Tra i ”benefit” che i Ligresti addebitavano a Fonsai figura anche l’affitto di un elicottero ”accessoriato secondo i desiderata della famiglia ed in particolare di Gioachino Paolo”. Il costo, riferisce ai pm torinesi il responsabile della sicurezza, Luciano Gallo Modena, era di ”circa 2 milioni di euro all’anno”.

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non deve dimettersi ora, ma farlo se non sarà convincente quando in Parlamento parlerà del suo interessamento al caso di Giulia Ligresti. Di questo è convinto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Alla domanda dei giornalisti se il ministro debba lasciare l’incarico Maroni ha risposto: “No, deve venire in Parlamento a riferire e se non è convincente sì. Ma io non esprimo giudizi a priori. Prima voglio sentire le ragioni della sua difesa, dopodiché valuteremo”.

“Nessun monito da parte di Napolitano” e “non un fiato da Capitan Findus Letta”: “Hanno paura di essere travolti e credono che il silenzio li salverà, ma sono già condannati”. Così il blog di Beppe Grillo, avanzando dubbi sulla possibilità che Cancellieri si dimetta, in un intervento senza firma che fa da introduzione al testo della mozione di sfiducia. “La Idem a causa dell’ICI non pagata ha dato le dimissioni in dieci giorni. La Cancellieri – si legge nel post – forse non le darà mai. Il motivo è semplice. La Cancellieri fa parte di quel mondo composto da politici, banchieri, istituzioni, finanzieri, inestricabile come una foresta pietrificata. Nessun monito da parte di Napolitano per questo scandalo per l’ingerenza di un ministro su una detenzione, avvenuta grazie a rapporti di lunga data con Ligresti. Non un fiato da Capitan Findus Letta. Hanno paura di essere travolti e credono che il silenzio li salverà, ma sono già condannati”.